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44. Con i voti o altri impegni sacri simili ai voti secondo il modo
loro proprio, il fedele si obbliga all'osservanza dei tre predetti
consigli evangelici; egli si dona totalmente a Dio amato al di sopra
di tutto, cosî da essere con nuovo e speciale titolo destinato al
servizio e all'onore di Dio. Già col battesimo è morto al peccato
e consacrato a Dio; ma per poter raccogliere in più grande abbondanza
i frutti della grazia battesimale, con la professione dei consigli
evangelici nella Chiesa intende liberarsi dagli impedimenti che
potrebbero distoglierlo dal fervore della carità e dalla perfezione del
culto divino, e si consacra più intimamente al servizio di Dio. La
consacrazione poi sarà più perfetta, in quanto legami più solidi e
stabili riproducono di più l'immagine del Cristo unito alla Chiesa
sua sposa da un legame indissolubile.
Siccome quindi i consigli evangelici, per mezzo della carità alla
quale conducono congiungono in modo speciale coloro che li praticano
alla Chiesa e al suo mistero, la loro vita spirituale deve pure essere
consacrata al bene di tutta la Chiesa. Di qui deriva il dovere di
lavorare, secondo le forze e la forma della propria vocazione, sia con
la preghiera, sia anche con l'attività effettiva, a radicare e
consolidare negli animi il regno di Cristo e a dilatarlo in ogni parte
della terra. Per questo la Chiesa difende e sostiene l'indole
propria dei vari istituti religiosi. Perciò la professione dei
consigli evangelici appare come un segno, il quale può e deve attirare
efficacemente tutti i membri della Chiesa a compiere con slancio i
doveri della vocazione cristiana. Poiché infatti il popolo di Dio
non ha qui città permanente, ma va in cerca della futura, lo stato
religioso, il quale rende più liberi i suoi seguaci dalle cure
terrene, meglio anche manifesta a tutti i credenti i beni celesti già
presenti in questo tempo, meglio testimonia l'esistenza di una vita
nuova ed eterna, acquistata dalla redenzione di Cristo, e meglio
preannunzia la futura resurrezione e la gloria del regno celeste.
Parimenti, lo stato religioso imita più fedelmente e rappresenta
continuamente nella Chiesa la forma di vita che il Figlio di Dio
abbracciò venendo nel mondo per fare la volontà del Padre e che
propose ai discepoli che lo seguivano. Infine, in modo speciale
manifesta l'elevazione del regno di Dio sopra tutte le cose terrestri
e le sue esigenze supreme; dimostra pure a tutti gli uomini la
preminente grandezza della potenza di Cristo-Re e la infinita potenza
dello Spirito Santo, mirabilmente operante nella Chiesa.
Lo stato di vita dunque costituito dalla professione dei consigli
evangelici, pur non concernendo la struttura gerarchica della Chiesa,
appartiene tuttavia inseparabilmente alla sua vita e alla sua santità.
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