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È stato chiesto quale debba essere la qualificazione teologica della
dottrina esposta nello schema sulla Chiesa e sottoposto alla
votazione. La commissione dottrinale ha dato al quesito questa
risposta: « Come è di per sé evidente, il testo del Concilio deve
sempre essere interpretato secondo le regole generali da tutti
conosciute ». In pari tempo la commissione dottrinale rimanda alla
sua dichiarazione del 6 marzo 1964, di cui trascriviamo il testo:
«Tenuto conto dell'uso conciliare e del fine pastorale del presente
Concilio, questo definisce come obbliganti per tutta la Chiesa i soli
punti concernenti la fede o i costumi, che esso stesso abbia
apertamente dichiarato come tali.
«Le altre cose che il Concilio propone, in quanto dottrina del
magistero supremo della Chiesa, tutti e singoli i fedeli devono
accettarle e tenerle secondo lo spirito dello stesso Concilio, il
quale risulta sia dalla materia trattata, sia dalla maniera in cui si
esprime, conforme alle norme d'interpretazione teologica».
Per mandato dell'autorità superiore viene comunicata ai Padri una
nota esplicativa previa circa i « modi » concernenti il capo terzo
dello schema sulla Chiesa. La dottrina esposta nello stesso capo
terzo deve essere spiegata e compresa secondo lo spirito e la sentenza
di questa nota.
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