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1. Nel nostro tempo in cui il genere umano si unifica di giorno in
giorno più strettamente e cresce l'interdipendenza tra i vari popoli,
la Chiesa esamina con maggiore attenzione la natura delle sue relazioni
con le religioni non-cristiane. Nel suo dovere di promuovere
l'unità e la carità tra gli uomini, ed anzi tra i popoli, essa in
primo luogo esamina qui tutto ciò che gli uomini hanno in comune e che
li spinge a vivere insieme il loro comune destino.
I vari popoli costituiscono infatti una sola comunità. Essi hanno
una sola origine, poiché Dio ha fatto abitare l'intero genere umano
su tutta la faccia della terra hanno anche un solo fine ultimo, Dio,
la cui Provvidenza, le cui testimonianze di bontà e il disegno di
salvezza si estendono a tutti finché gli eletti saranno riuniti nella
città santa, che la gloria di Dio illuminerà e dove le genti
cammineranno nella sua luce.
Gli uomini attendono dalle varie religioni la risposta ai reconditi
enigmi della condizione umana, che ieri come oggi turbano profondamente
il cuore dell'uomo: la natura dell'uomo, il senso e il fine della
nostra vita, il bene e il peccato, l'origine e lo scopo del dolore,
la via per raggiungere la vera felicità, la morte, il giudizio e la
sanzione dopo la morte, infine l'ultimo e ineffabile mistero che
circonda la nostra esistenza, donde noi traiamo la nostra origine e
verso cui tendiamo.
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