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6. Coloro che fanno professione dei consigli evangelici, prima di
ogni cosa cerchino ed amino Dio che ci ha amati per primo (cfr. 1
Gv 4,10), e in tutte le circostanze si sforzino di alimentare la
vita nascosta con Cristo in Dio (cfr. Col 3,3), donde
scaturisce e riceve impulso l'amore del prossimo per la salvezza del
mondo e l'edificazione della Chiesa. Questa carità anima e guida
anche la stessa pratica dei consigli evangelici. Perciò i membri
degli istituti coltivino con assiduità lo spirito di preghiera e la
preghiera stessa, attingendoli dalle fonti genuine della spiritualità
cristiana. In primo luogo abbiano quotidianamente in mano la sacra
Scrittura, affinché dalla lettura e dalla meditazione dei libri sacri
imparino « la sovreminente scienza di Gesù Cristo » (Fil
3,8). Compiano le funzioni liturgiche, soprattutto il sacrosanto
mistero dell'eucaristia, pregando secondo lo spirito della Chiesa col
cuore e con le labbra, ed alimentino presso questa ricchissima fonte la
propria vita spirituale. In tal modo, nutriti alla mensa della legge
divina e del sacro altare, amino fraternamente le membra di Cristo;
con spirito filiale circondino di riverenza e di affetto i pastori;
sempre più intensamente vivano e sentano con la Chiesa e si mettano a
completo servizio della sua missione.
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