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3. I presbiteri sono stati presi fra gli uomini e costituiti in
favore degli uomini stessi nelle cose che si riferiscono a Dio, per
offrire doni e sacrifici in remissione dei peccati vivono quindi in
mezzo agli altri uomini come fratelli in mezzo ai fratelli. Cosî
infatti si comportò Gesù nostro Signore, Figlio di Dio, uomo
inviato dal Padre agli uomini, il quale dimorò presso di noi e volle
in ogni cosa essere uguale ai suoi fratelli, eccettuato il peccato. È
un esempio, il suo, che già imitarono i santi apostoli; e san
Paolo, dottore delle genti, « segregato per il Vangelo di Dio»
(Rm 1,1), dichiara di essersi fatto tutto a tutti, allo scopo di
salvare tutti. Cosî i presbiteri del Nuovo Testamento, in forza
della propria chiamata e della propria ordinazione, sono in un certo
modo segregati in seno al popolo di Dio: ma non per rimanere separati
da questo stesso popolo o da qualsiasi uomo, bensî per consacrarsi
interamente all'opera per la quale li ha assunti il Signore. Da una
parte, essi non potrebbero essere ministri di Cristo se non fossero
testimoni e dispensatori di una vita diversa da quella terrena; ma
d'altra parte, non potrebbero nemmeno servire gli uomini se si
estraniassero dalla loro vita e dal loro ambiente. Per il loro stesso
ministero sono tenuti, con speciale motivo, a non conformarsi con il
secolo presente ma allo stesso tempo sono tenuti a vivere in questo
secolo in mezzo agli uomini, a conoscere bene, come buoni pastori, le
proprie pecorelle, e a cercare di ricondurre anche quelle che non sono
di questo ovile, affinché anch'esse ascoltino la voce di Cristo, e
ci sia un solo ovile e un solo pastore. Per raggiungere questo scopo
risultano di grande giovamento quelle virtù che sono giustamente molto
apprezzate nella società umana, come la bontà, la sincerità, la
fermezza d'animo e la costanza, la continua cura per la giustizia, la
gentilezza e tutte le altre virtù che raccomanda l'apostolo Paolo
quando dice: «Tutto ciò che è vero, tutto ciò che è onesto,
tutto ciò che è giusto, tutto ciò che è santo, tutto ciò che è
degno di amore, tutto ciò che merita rispetto, qualunque virtù,
qualunque lodevole disciplina: questo sia vostro pensiero » (Fil
4,8).
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