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8. Tutti i presbiteri, costituiti nell'ordine del presbiterato
mediante l'ordinazione, sono uniti tra di loro da un'intima
fraternità sacramentale; ma in modo speciale essi formano un unico
presbiterio nella diocesi al cui servizio sono ascritti sotto il proprio
vescovo. Infatti, anche se si occupano di mansioni differenti,
sempre esercitano un unico ministero sacerdotale in favore degli
uomini. Tutti i presbiteri, cioè, hanno la missione di contribuire
a una medesima opera, sia che esercitino il ministero parrocchiale o
sopraparrocchiale, sia che si dedichino alla ricerca dottrinale o
all'insegnamento, sia che esercitino un mestiere manuale,
condividendo la condizione operaia--nel caso ciò risulti conveniente
e riceva l'approvazione dell'autorità competente--, sia infine che
svolgano altre opere d'apostolato od ordinate all'apostolato. È
chiaro che tutti lavorano per la stessa causa, cioè per
l'edificazione del corpo di Cristo, la quale esige molteplici
funzioni e nuovi adattamenti, soprattutto in questi tempi. Pertanto
è oltremodo necessario che tutti i presbiteri, sia diocesani che
religiosi, si aiutino a vicenda in modo da essere sempre cooperatori
della verità.
Di conseguenza ciascuno è unito agli altri membri di questo
presbiterio da particolari vincoli di carità apostolica, di ministero
e di fraternità: il che viene rappresentato liturgicamente fin dai
tempi più antichi nella cerimonia in cui i presbiteri assistenti
all'ordinazione sono invitati a imporre le mani, assieme al vescovo
che ordina, sul capo del nuovo eletto, o anche quando concelebrano
unanimi la sacra eucaristia. Ciascuno dei presbiteri è dunque legato
ai confratelli col vincolo della carità, della preghiera e della
collaborazione nelle forme più diverse, manifestando cosî quella
unità con cui Cristo volle che i suoi fossero una sola cosa,
affinché il mondo sappia che il Figlio è stato inviato dal Padre.
Per tali motivi, i più anziani devono veramente trattare come
fratelli i più giovani, aiutandoli nelle prime attività e
responsabilità del ministero, sforzandosi di comprendere la loro
mentalità, anche se differente, e guardando con simpatia le loro
iniziative. I giovani, a loro volta, abbiano rispetto per l'età e
l'esperienza degli anziani, sappiano studiare assieme ad essi i
problemi riguardanti la cura d'anime e collaborino volentieri.
Animati da spirito fraterno, i presbiteri non trascurino
l'ospitalità pratichino la beneficenza e la comunità di beni avendo
speciale cura di quanti sono infermi, afflitti, sovraccarichi di
lavoro, soli o in esilio, nonché di coloro che soffrono la
persecuzione. È bene che si riuniscano volentieri per trascorrere
assieme serenamente qualche momento di distensione e riposo, ricordando
le parole con cui il Signore stesso invitava gli apostoli stremati
dalla fatica: « Venite in un luogo deserto a riposare un poco» (Mc
6,31). Inoltre, per far sî che i presbiteri possano
reciprocamente aiutarsi a fomentare la vita spirituale e intellettuale,
collaborare più efficacemente nel ministero, ed eventualmente evitare
i pericoli della solitudine, sia incoraggiata fra di essi una certa
vita comune o una qualche comunità di vita, che può naturalmente
assumere forme diverse, in rapporto ai differenti bisogni personali o
pastorali: può trattarsi, cioè, di coabitazione, là dove è
possibile, oppure di una mensa comune, o almeno di frequenti e
periodici raduni. Vanno anche tenute in grande considerazione e
diligentemente incoraggiate le associazioni che, in base a statuti
riconosciuti dall'autorità ecclesiastica competente, fomentano --
grazie ad un modo di vita convenientemente ordinato e approvato e
all'aiuto fraterno--la santità dei sacerdoti nell'esercizio del
loro ministero, e mirano in tal modo al servizio di tutto l'ordine dei
presbiteri.
Infine sappiano i presbiteri che, a causa della partecipazione al
medesimo sacerdozio, essi sono specialmente responsabili nei confronti
di coloro che soffrono qualche difficoltà; procurino dunque di
aiutarli a tempo, anche con un delicato ammonimento, quando ce ne
fosse bisogno. E per quanto riguarda coloro che fossero caduti in
qualche mancanza, li trattino sempre con carità fraterna e
comprensione, preghino per loro incessantemente e si mostrino in ogni
occasione veri fratelli e amici.
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