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14. Nel mondo d'oggi i compiti che gli uomini devono affrontare
sono tanti e i problemi che li preoccupano--e che spesso richiedono
una soluzione urgente--sono assai disparati; di conseguenza in molte
occasioni essi si trovano in condizioni tali che è facile che si
disperdano in tante cose diverse. Anche i presbiteri, immersi e
agitati da un gran numero di impegni derivanti dalla loro missione,
possono domandarsi con vera angoscia come fare ad armonizzare la vita
interiore con le esigenze dell'azione esterna. Ed effettivamente,
per ottenere questa unità di vita non bastano né l'organizzazione
puramente esteriore delle attività pastorali, né la sola pratica
degli esercizi di pietà, quantunque siano di grande utilità.
L'unità di vita può essere raggiunta invece dai presbiteri seguendo
nello svolgimento del loro ministero l'esempio di Cristo Signore, il
cui cibo era il compimento della volontà di colui che lo aveva inviato
a realizzare la sua opera.
In effetti Cristo, per continuare a realizzare incessantemente questa
stessa volontà del Padre nel mondo per mezzo della Chiesa, opera
attraverso i suoi ministri. Egli pertanto rimane sempre il principio e
la fonte della unità di vita dei presbiteri. Per raggiungerla, essi
dovranno perciò unirsi a lui nella scoperta della volontà del Padre e
nel dono di sé per il gregge loro affidato. Cosî, rappresentando il
buon Pastore, nell'esercizio stesso della carità pastorale
troveranno il vincolo della perfezione sacerdotale che realizzerà la
unità nella loro vita e attività. D'altra parte, questa carità
pastorale scaturisce soprattutto dal sacrificio eucaristico, il quale
risulta quindi il centro e la radice di tutta la vita del presbitero,
cosicché lo spirito sacerdotale si studia di rispecchiare ciò che
viene realizzato sull'altare. Ma ciò non è possibile se i sacerdoti
non penetrano sempre più a fondo nel mistero di Cristo con la
preghiera.
E per poter anche concretizzare nella pratica l'unità di vita,
considerino ogni loro iniziativa alla luce della volontà di Dio
vedendo cioè se tale iniziativa va d'accordo con le norme della
missione evangelica della Chiesa. Infatti la fedeltà a Cristo non
può essere separata dalla fedeltà alla sua Chiesa. Per questo, la
carità pastorale esige che i presbiteri, se non vogliono correre
invano lavorino sempre in stretta unione con i vescovi e gli altri
fratelli nel sacerdozio. Se procederanno con questo criterio,
troveranno l'unità della propria vita nella unità stessa della
missione della Chiesa, e cosî saranno uniti al loro Signore, e per
mezzo di lui al Padre nello Spirito Santo, per poter essere colmati
di consolazione e di gioia.
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