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16. La perfetta e perpetua continenza per il regno dei cieli,
raccomandata da Cristo Signore nel corso dei secoli e anche ai nostri
giorni gioiosamente abbracciata e lodevolmente osservata da non pochi
fedeli, è sempre stata considerata dalla Chiesa come particolarmente
confacente alla vita sacerdotale. Essa è infatti segno e allo stesso
tempo stimolo della carità pastorale, nonché fonte speciale di
fecondità spirituale nel mondo. Essa non è certamente richiesta
dalla natura stessa del sacerdozio, come risulta evidente se si pensa
alla prassi della Chiesa primitiva e alla tradizione delle Chiese
orientali, nelle quali, oltre a coloro che assieme a tutti i vescovi
scelgono con l'aiuto della grazia il celibato, vi sono anche degli
eccellenti presbiteri coniugati: per questo il nostro sacro Sinodo,
nel raccomandare il celibato ecclesiastico, non intende tuttavia mutare
quella disciplina diversa che è legittimamente in vigore nelle Chiese
orientali, anzi esorta amorevolmente tutti coloro che hanno ricevuto il
presbiterato quando erano nello stato matrimoniale a perseverare nella
santa vocazione, continuando a dedicare pienamente e con generosità la
propria vita per il gregge loro affidato.
Il celibato, comunque, ha per molte ragioni un rapporto di
convenienza con il sacerdozio. Infatti la missione sacerdotale è
tutta dedicata al servizio della nuova umanità che Cristo, vincitore
della morte suscita nel mondo con il suo Spirito, e che deriva la
propria origine « non dal sangue, né da volontà di carne, né da
volontà d'uomo, ma da Dio» (Gv 1,13). Ora, con la
verginità o il celibato osservato per il regno dei cieli, i presbiteri
si consacrano a Dio con un nuovo ed eccelso titolo, aderiscono più
facilmente a lui con un cuore non diviso si dedicano più liberamente in
lui e per lui al servizio di Dio e degli uomini, servono con maggiore
efficacia i1 suo regno e la sua opera di rigenerazione soprannaturale,
e in tal modo si dispongono meglio a ricevere una più ampia paternità
in Cristo.
In questo modo, pertanto, essi proclamano di fronte agli uomini di
volersi dedicare esclusivamente alla missione di fidanzare i cristiani
con lo sposo unico e di presentarli a Cristo come vergine casta
evocando cosî quell'arcano sposalizio istituito da Dio, e che si
manifesterà pienamente nel futuro per il quale la Chiesa ha come suo
unico sposo Cristo. Essi inoltre diventano segno vivente di quel
mondo futuro, presente già attraverso la fede e la carità, nel quale
i figli della risurrezione non si uniscono in matrimonio.
Per questi motivi--fondati sul mistero di Cristo e della sua
missione--il celibato, che prima veniva raccomandato ai sacerdoti,
in seguito è stato imposto per legge nella Chiesa latina a tutti
coloro che si avviano a ricevere gli ordini sacri. Questo sacro
Sinodo torna ad approvare e confermare tale legislazione per quanto
riguarda coloro che sono destinati al presbiterato, avendo piena
certezza nello Spirito che il dono del celibato, cosî confacente al
sacerdozio della nuova legge, viene concesso in grande misura dal
Padre, a condizione che tutti coloro che partecipano del sacerdozio di
Cristo con il sacramento dell'ordine, anzi la Chiesa intera, lo
richiedano con umiltà e insistenza. Il sacro Sinodo esorta inoltre
tutti i presbiteri, i quali hanno liberamente abbracciato il sacro
celibato seguendo l'esempio di Cristo e confidando nella grazia di
Dio, ad aderirvi generosamente e cordialmente e a perseverare
fedelmente in questo stato, sapendo apprezzare il dono meraviglioso che
il Padre ha loro concesso e che il Signore ha cosî esplicitamente
esaltato e avendo anche presenti i grandi misteri che in esso sono
rappresentati e realizzati. E al mondo di oggi, quanto più la
perfetta continenza viene considerata impossibile da tante persone, con
tanta maggiore umiltà e perseveranza debbono i presbiteri implorare
assieme alla Chiesa la grazia della fedeltà che mai è negata a chi la
chiede. Ricorrano allo stesso tempo ai mezzi soprannaturali e naturali
che sono a disposizione di tutti. E soprattutto non trascurino quelle
norme ascetiche che sono garantite dalla esperienza della Chiesa e che
nelle circostanze odierne non sono meno necessarie.
Questo sacro Sinodo prega perciò i sacerdoti-- e non solo essi, ma
anche tutti i fedeli--di avere a cuore il dono prezioso del celibato
sacerdotale, e di supplicare tutti Iddio affinché lo conceda sempre
abbondantemente alla sua Chiesa.
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