|
19. Nel sacro rito dell'ordinazione il vescovo ricorda ai
presbiteri che devono essere « maturi nella scienza » e che la loro
dottrina dovrà risultare come «una spirituale medicina per il popolo
di Dio». Ora, bisogna che la scienza del ministro sacro sia
anch'essa sacra, in quanto derivata da una fonte sacra e diretta a un
fine altrettanto sacro. Essa va pertanto tratta in primo luogo dalla
lettura e dalla meditazione della sacra Scrittura ma suo fruttuoso
alimento è anche lo studio dei santi Padri e dottori e degli altri
documenti della tradizione. In secondo luogo, per poter dare una
risposta esauriente ai problemi sollevati dagli uomini d'oggi, è
necessario che i presbiteri conoscano a fondo i documenti del
magistero--specie quelli dei Concili e dei romani Pontefici--e che
consultino le opere dei migliori teologi, la cui scienza è
riconosciuta.
Ma ai nostri giorni la cultura umana e anche le scienze sacre avanzano
a un ritmo prima sconosciuto; è bene quindi che i presbiteri si
preoccupino di perfezionare sempre adeguatamente la propria scienza
teologica e la propria cultura, in modo da essere in condizione di
sostenere con buoni risultati il dialogo con gli uomini del loro tempo.
D'altra parte, però, ci si deve preoccupare di agevolare ai
presbiteri il compito di approfondire i propri studi e di apprendere i
migliori metodi di evangelizzazione e apostolato; in questo senso,
possono risultare di grande aiuto--adattandoli logicamente alle
situazioni locali--l'istituzione di corsi o congressi, la fondazione
di centri destinati agli studi pastorali, la creazione di biblioteche e
un'intelligente direzione degli studi da parte di persone capaci. I
vescovi devono studiare altresî da soli o a livello
interdiocesano--il sistema migliore per far in modo che tutti i loro
presbiteri--soprattutto qualche anno dopo l'ordinazione--possano
frequentare periodicamente dei corsi di perfezionamento nelle scienze
teologiche e nei metodi pastorali; questi corsi dovranno servire anche
a rafforzare la vita spirituale e consentiranno un proficuo scambio di
esperienze apostoliche con i confratelli. Mediante tutti questi
sussidi e altri del genere, si abbia una cura particolare dei parroci
di nomina recente e di tutti coloro che iniziano una nuova attività
pastorale o sono trasferiti a un'altra diocesi o nazione.
Infine, i vescovi devono anche procurare che alcuni presbiteri si
dedichino allo studio approfondito delle scienze divine, in modo che
non vengano mai a mancare dei professori competenti per le scuole
ecclesiastiche, e specialisti in grado di orientare gli altri sacerdoti
e i fedeli verso una maggiore istruzione religiosa; inoltre, con
questo lavoro di ricerca si stimola quel sano progresso delle scienze
sacre che è del tutto necessario alla Chiesa.
|
|