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5. Dio, il quale «vuole che tutti gli uomini si salvino e arrivino
alla conoscenza della verità» (1 Tm 2,4), «dopo avere a più
riprese e in più modi parlato un tempo ai padri per mezzo dei profeti»
(Eb 1,1), quando venne la pienezza dei tempi, mandò il suo
Figlio, Verbo fatto carne, unto dallo Spirito Santo, ad
annunziare la buona novella ai poveri, a risanare i cuori affranti, «
medico di carne e di spirito », mediatore tra Dio e gli uomini.
Infatti la sua umanità, nell'unità della persona del Verbo, fu
strumento della nostra salvezza. Per questo motivo in Cristo «
avvenne la nostra perfetta riconciliazione con Dio ormai placato e ci
fu data la pienezza del culto divino ». Quest'opera della redenzione
umana e della perfetta glorificazione di Dio, che ha il suo preludio
nelle mirabili gesta divine operate nel popolo dell'Antico
Testamento, è stata compiuta da Cristo Signore principalmente per
mezzo del mistero pasquale della sua beata passione, risurrezione da
morte e gloriosa ascensione, mistero col quale « morendo ha distrutto
la nostra morte e risorgendo ha restaurato la vita». Infatti dal
costato di Cristo dormiente sulla croce è scaturito il mirabile
sacramento di tutta la Chiesa .
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