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23. Per conservare la sana tradizione e aprire nondimeno la via ad
un legittimo progresso, la revisione delle singole parti della liturgia
deve essere sempre preceduta da un'accurata investigazione teologica,
storica e pastorale. Inoltre devono essere prese in considerazione sia
le leggi generali della struttura e dello spirito della liturgia, sia
l'esperienza derivante dalle più recenti riforme liturgiche e dagli
indulti qua e là concessi. Infine non si introducano innovazioni se
non quando lo richieda una vera e accertata utilità della Chiesa, e
con l'avvertenza che le nuove forme scaturiscano organicamente, in
qualche maniera, da quelle già esistenti. Si evitino anche, per
quanto è possibile, notevoli differenze di riti tra regioni
confinanti.
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