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35. Affinché risulti evidente che nella liturgia rito e parola sono
intimamente connessi:
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1) Nelle sacre celebrazioni si restaurerà una lettura della sacra
Scrittura più abbondante, più varia e meglio scelta.
2) Il momento più adatto per la predicazione, che fa parte
dell'azione liturgica, nella misura in cui il rito lo permette, sia
indicato anche nelle rubriche e il ministero della parola sia adempiuto
con fedeltà e nel debito modo. La predicazione poi attinga anzitutto
alle fonti della sacra Scrittura e della liturgia, poiché essa è
l'annunzio delle mirabili opere di Dio nella storia della salvezza,
ossia nel mistero di Cristo, mistero che è in mezzo a noi sempre
presente e operante, soprattutto nelle celebrazioni liturgiche.
3) Si cerchi anche di inculcare in tutti i modi una catechesi più
direttamente liturgica; negli stessi riti siano previste, quando
necessario, brevi didascalie composte con formule prestabilite o con
parole equivalenti e destinate a essere recitate dal sacerdote o dal
ministro competente nei momenti più opportuni.
4) Si promuova la celebrazione della parola di Dio, alla vigilia
delle feste più solenni, in alcune ferie dell'avvento e della
quaresima, nelle domeniche e nelle feste, soprattutto nei luoghi dove
manca il sacerdote; nel qual caso diriga la celebrazione un diacono o
altra persona delegata dal vescovo.
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