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122. Fra le più nobili attività dell'ingegno umano sono
annoverate, a pieno diritto, le belle arti, soprattutto l'arte
religiosa e il suo vertice, l'arte sacra. Esse, per loro natura,
hanno relazione con l'infinita bellezza divina che deve essere in
qualche modo espressa dalle opere dell'uomo, e sono tanto più
orientate a Dio e all'incremento della sua lode e della sua gloria,
in quanto nessun altro fine è stato loro assegnato se non quello di
contribuire il più efficacemente possibile, con le loro opere, a
indirizzare religiosamente le menti degli uomini a Dio. Per tali
motivi la santa madre Chiesa ha sempre favorito le belle arti, ed ha
sempre ricercato il loro nobile servizio, specialmente per far sî che
le cose appartenenti al culto sacro splendessero veramente per
dignità, decoro e bellezza, per significare e simbolizzare le realtà
soprannaturali; ed essa stessa ha formato degli artisti. A riguardo,
anzi di tali arti, la Chiesa si è sempre ritenuta a buon diritto come
arbitra, scegliendo tra le opere degli artisti quelle che rispondevano
alla fede, alla pietà e alle norme religiosamente tramandate e che
risultavano adatte all'uso sacro. Con speciale sollecitudine la
Chiesa si è preoccupata che la sacra suppellettile servisse con la sua
dignità e bellezza al decoro del culto, ammettendo nella materia,
nella forma e nell'ornamento quei cambiamenti che il progresso della
tecnica ha introdotto nel corso dei secoli. I Padri conciliari hanno
perciò deciso di stabilire su questo argomento quanto segue.
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