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123. La Chiesa non ha mai avuto come proprio un particolare stile
artistico, ma, secondo l'indole e le condizioni dei popoli e le
esigenze dei vari riti, ha ammesso le forme artistiche di ogni epoca,
creando cosî, nel corso dei secoli, un tesoro artistico da
conservarsi con ogni cura. Anche l'arte del nostro tempo e di tutti i
popoli e paesi abbia nella Chiesa libertà di espressione, purché
serva con la dovuta riverenza e il dovuto onore alle esigenze degli
edifici sacri e dei sacri riti. In tal modo essa potrà aggiungere la
propria voce al mirabile concento di gloria che uomini eccelsi
innalzarono nei secoli passati alla fede cattolica.
124. Nel promuovere e favorire una autentica arte sacra, gli
ordinari procurino di ricercare piuttosto una nobile bellezza che una
mera sontuosità. E ciò valga anche per le vesti e gli ornamenti
sacri. I vescovi abbiano ogni cura di allontanare dalla casa di Dio e
dagli altri luoghi sacri quelle opere d'arte, che sono contrarie alla
fede, ai costumi e alla pietà cristiana; che offendono il genuino
senso religioso, o perché depravate nelle forme, o perché
insufficienti, mediocri o false nell'espressione artistica. Nella
costruzione poi degli edifici sacri ci si preoccupi diligentemente della
loro idoneità a consentire lo svolgimento delle azioni liturgiche e la
partecipazione attiva dei fedeli.
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