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Il sacro Concilio ecumenico Vaticano II, tenendo nel debito conto
il desiderio di molti di veder assegnata la festa di Pasqua ad una
determinata domenica e di adottare un calendario fisso, dopo aver preso
accuratamente in esame le conseguenze che possono derivare dalla
introduzione di un nuovo calendario, dichiara quanto segue:
Il sacro Concilio non ha nulla in contrario a che la festa di Pasqua
venga assegnata ad una determinata domenica nel calendario gregoriano,
purché vi sia l'assenso di coloro che ne sono interessati,
soprattutto i fratelli separati dalla comunione con la Sede apostolica.
Parimenti il sacro Concilio dichiara di non opporsi alle iniziative
che tendono ad introdurre nella società civile un calendario perpetuo.
Però, tra i vari sistemi allo studio per fissare un calendario
perpetuo e introdurlo nella società civile, la Chiesa si oppone a
quelli soltanto che non conservano e tutelano la settimana di sette
giorni con la domenica, senza aggiunta di giorni fuori della
settimana, in modo che la successione delle settimane resti intatta, a
meno che intervengano gravissime ragioni sulle quali dovrà pronunziarsi
la Sede apostolica.
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