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17. Ciò che sopra è stato detto circa la legittima diversità deve
essere applicato anche alla diversa enunziazione delle dottrine
teologiche. Effettivamente nell'indagare la verità rivelata in
Oriente e in Occidente furono usati metodi e cammini diversi per
giungere alla conoscenza e alla confessione delle cose divine. Non fa
quindi meraviglia che alcuni aspetti del mistero rivelato siano talvolta
percepiti in modo più adatto e posti in miglior luce dall'uno che non
dall'altro, cosicché si può dire che quelle varie formule teologiche
non di rado si completino, piuttosto che opporsi. Per ciò che
riguarda le tradizioni teologiche autentiche degli orientali, bisogna
riconoscere che esse sono eccellentemente radicate nella sacra
Scrittura, sono coltivate ed espresse dalla vita liturgica, sono
nutrite dalla viva tradizione apostolica, dagli scritti dei Padri e
dagli scrittori ascetici orientali, e tendono a una retta impostazione
della vita, anzi alla piena contemplazione della verità cristiana.
Questo sacro Concilio, ringraziando Dio che molti orientali figli
della Chiesa cattolica, i quali custodiscono questo patrimonio e
desiderano viverlo con maggior purezza e pienezza, vivano già in piena
comunione con i fratelli che seguono la tradizione occidentale,
dichiara che tutto questo patrimonio spirituale e liturgico,
disciplinare e teologico, nelle diverse sue tradizioni, appartiene
alla piena cattolicità e apostolicità della Chiesa.
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